I 100 sogni dei lettori di D La Repubblica

100 SOGNI

Come dice il Talmud (il testo base dell’Ebraismo ortodosso, Berakhot 55b):

<<Un sogno di cui non capite il senso è come una lettera non aperta>>.

Giunti al traguardo dei 100 sogni, abbiamo deciso di fare un bilancio, una sorta di punto della situazione, per capire meglio i simboli collettivi condivisi, le emozioni prevalenti, i sogni più ricorrenti dei nostri lettori, insomma una sorta di resoconto di questi primi mesi di attività del blog e festeggiare così, un compleanno importante: i 100 sogni dei lettori di D di Repubblica.

Il sogno più ricorrente è stato il parto, declinato secondo molte variabili emotive: il parto con gioia, con dolore e sofferenza, il parto plurigemellare, il parto che porta alla nascita di un bambino o di un piccolo mostro. Si può, quindi, sottolineare l’aspetto creativo e il desiderio generativo che l’inconscio collettivo ha veicolato attraverso la narrazione di questo tipo di sogno. Grazie ai racconti di Antonella, Medea 88, Mariastella, Cucciola, Sandra, Daria e Amelia abbiamo potuto esplorare il significato simbolico della maternità e la sua elaborazione.

Altrettanto diffusi i sogni d’impotenza: non riuscire a parlare, a muoversi, ma soprattutto a correre per sfuggire ad un pericolo. Non riuscire a reagire, arrendersi e sopportare può generare molta rabbia: questa tipologia di sogni ha un denominatore comune che con varie modalità rappresenta il desiderio frustrato, l’incapacità di reagire. Svegliarsi dopo questo tipo di sogno può essere molto faticoso e avere la possibilità di raccontarlo può aiutare ad uscire dalla sensazione di oppressione e solitudine.

Anche il persecutore esterno è stato un personaggio incontrato spesso, ovviamente con diverse sembianze: il demone che esce dallo scarico del lavandino, il nano malandrino, il cane lupo e aggressori di vario genere. Tutti i personaggi che mettono in pericolo la nostra incolumità ci costringono a fare i conti con le nostre parti sabotanti, con l’aggressività che utilizziamo distruttivamente contro di noi e che i sogni ci mostrano attraverso personaggi inquietanti che, se mettiamo a fuoco, possiamo facilmente riconoscere perché molto somiglianti alla nostra immagine allo specchio.

Infine, tanta acqua nelle sue varie forme e contenitori. Specchi d’acqua torbida, piscine nelle quali tuffarsi, mari tempestosi. Il serbatoio del nostro mondo emotivo è ben rappresentato dall’acqua, che in fondo è uno dei primi elementi con i quali veniamo in contatto galleggiando nel liquido amniotico. L’acqua può dirci, quindi, tante cose di ciò che si agita in un momento particolare della nostra vita.

Questi sono i temi prevalenti dei lettori di D di Repubblica. Letti all’interno di questo piccolo osservatorio privilegiato, i sogni dei nostri lettori fanno emergere l’idea di una forte spinta alla realizzazione dei propri desideri e contestualmente un senso di precarietà e di paura, che scatena una paralisi, una difficoltà ad accedere alle proprie risorse personali.

La consapevolezza delle proprie difficoltà e la condivisione emotiva profonda possono, però incentivare una presa di coscienza più concreta e quindi motivare alla scelta di soluzioni più efficaci.

Questo è l’augurio per tutti coloro che desiderano continuare a narrare i propri sogni.

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